lunedì 21 maggio 2007

HOT HOT NEWS


ULTIME DAI MERCATI
-Lehman Brothers ha alzato i targets di fine anno dei listini europei.
-Credit Suisse consiglia di sovrappesare le azioni Europee.
-Il governo cinese usera' 3 miliardi di dollari delle sue vaste riserve valutarie per acquistare il 9,9% delle azioni senza diritti di voto della societa' Usa di private equity Blackstone.
-La Banca Centrale giapponese, conferma che continuerà a tenere allo 0,5% i tassi d'interesse nominali di un economia che nel frattempo cresce del 4% in termini reali. Continuerà pertanto a regalare finanziamenti in yen a costo zero a chiunque lo vorrà, e per premio addizionale assicurerà quindi anche guadagni sul cambio che infatti continua a scendere.
-La Banca Centrale americana, ha rassicurato i mercati che il bubbone scoppiato sui mutui immobiliari a bassa qualità non è un problema sistemico e non creerà difficoltà all'economia. I tassi di interesse non scenderanno (e il dollaro non si deprezzera’ verso l’euro) e le Borse si rafforzano ulteriormente
-La Banca Centrale cinese ha fatto una manovrina restrittiva talmente mini e talmente ridicola da non riuscire a provocare nemmeno una reazione momentanea di paura sui mercati, ma anzi scatenando un altra fiammata euforica.

Il mondo e’ avvisato…i policy makers e i brokers hanno invitato esplicitamente a continuare a scommettere su ulteriori rialzi di azioni e commodities, di beni mobili ed immobili, preferibilmente finanziandosi in yen.
Il rubinetto della liquidità mondiale proveniente dal gigantesco disavanzo in dollari continuerà senza sosta ad alzare il livello della vasca globale. Anche il collasso del dollaro è rimandato: per il momento Cina e Giappone continueranno a sostenere il bigliettoverde. Ne consegue che l'inflazione continuerà ad aumentare implacabile, non tanto nella forma dei tradizionali indici ufficiali che sono falsati, quanto in quella degli assets già citati.
Il mercato obbligazionario continuera’ il suo triste e lento declino. Tutto a favore della Bolla madre del credito globale e delle innumerevoli bolle figlie.

CURVE MILANESI


Mediobanca e Mediolanum

Nelle ultime settimane Nagel ha rilasciato in almeno due occasioni dichiarazioni su future acquisizioni di Mediobanca. Tali dichiarazioni potrebbero essere soggette a diverse interpretazioni alla luce della fusione Unicredito/Capitalia.
Nagel va ripetendo da alcune settimane che Mediobanca e’ alla ricerca di una importante acquisizione nel campo del Private Banking.
Fin qui nulla di strano, Mediobanca negli ultimi anni sta cercando di ridurre il peso del business che arriva dall’investment banking e di aumentare quello dei servizi capaci di stabilizzare i flussi di reddito. Da qui il forte sviluppo nell’area dei prestiti e dei leasing con Compass e Selma.
Nel campo del private banking pero’ Mediobanca e’ gia’ presente con Banca Esperia, un progetto che e’ nato nel 2001.
Nel progetto non sono soli. Accanto a loro c’e’ Ennio Doris che con la sua Mediolanum diventa proprietario del 46% della nuova banca.
La nascita di questa iniziativa coincide con un’importante scambio azionario. Doris scambia il 2% di Mediolanum (che allora quotava intorno a 18 euro con il 2% di Mediobanca che quotava 9 euro).
A distanza di 7 anni Mediolanum quota 6,3 euro e Mediobanca 18!
Ma torniamo a Mediobanca e alla sua struttura di private banking.
Il presidente di Banca Esperia è Stefano Preda fin dal 2001. Nei 5 anni precedenti e’ stato Presidente di Banca Mediolanum (e quindi uomo di fiducia di Ennio Doris)
Da circa un anno si parla di possibile quotazione di Esperia, tuttavia recentemente abbiamo assistito alle dichiarazioni di Nagel riportate poco sopra.
Ora se Nagel vuole spendere una cospicua cifra per acquisire una societa’ specializzata nel settore e’ evidente che pensa ad una successiva fusione con Esperia, ma allora tre sono le ipotesi

1) Doris esce dal capitale di Esperia e si fa pagare profumatamente (faccio notare che Banca Mediolanum ha lanciato lo scorso anno una sua boutique (chiamata Banca Mediolanum Private Banking). Tale iniziativa mal si sposa con la strategia di Banca Esperia.
2) Doris si diluisce andando a fondere una realta’ piu’ grande, acquisita da Mediobanca in Esperia. Ipotesi di difficile realizzazione. A Doris piace avere il controllo della situazione e dei business in cui e’ coinvolto.
3) Doris inietta risorse liquide nella nuova societa’ per evitare la diluizione. Anche questa ipotesi appare poco fattibile
Tutte queste ipotesi sono quindi poco probabili.
Tanto vale allora che davanti a questo dubbio la Borsa possa anche sposare una tesi che fantasiosa e’ dir poco.
Nagel parlando di acquisizione nel private banking avrebbe potuto riferirsi all’asset management. Ovvero Mediolanum potrebbe essere fusa in Mediobanca.
Proviamo a fare due conti….
Mediolanum capitalizza 4,7 miliardi di euro. Mediobanca 14,5 miliardi di euro.
Se Mediobanca acquisisse Mediolanum in una operazione carta contro carta potrebbe offrire 7,5 euro per azione (con un premio del 16% rispetto ai prezzi di borsa attuali).
Il premio finirebbe quasi tutto nelle mani dei due soci di riferimento (Doris e Belusconi, rispettivamente azionista al 38,44 % e al 35,06%). L’altro socio rilevante di Mediolanum e’ Mediobanca stessa con una quota dell’1,9%.
Se Mediolanum venisse quindi valutata 5,5 miliardi di euro vorrebbe dire che il duo Berlusconi e Doris fondendosi con Mediobanca verrebbero a detenere il 18% della nuova Mediobanca.
Unitalia vedrebbe la sua quota scendere dal 18% attuale al 13%.
Se Unitalia e’ malvista al 18% in Mediobanca, figuriamoci Berlusconi e Doris….
Il 18% in mano a Fininvest e Doris sarebbe un po’ troppo, basterebbe allora che Mediobanca pagasse 50% cassa e 50% in azioni.

Alcuni fattori da non dimenticare:
- Ricordo che Doris negli ultimi 12 mesi ha acquistato circa il 2% del capitale di Mediolanum arrivando a ridosso del 40%
- Doris ha piu’ volte ribadito che il suo ruolo in azienda e’ destinato a diminuire.
- Il figlio, Massimo, e’ un ottimo amministrativo ma non sara’ mai in grado di prendere in mano e gestire con successo una rete di 6500 promotori che oggi adorano Ennio Doris.
- Doris come padre e nell’interesse della preservazione dell’impero costruito in questi 25 anni non puo’ non essere preoccupato del futuro.
Quale migliore soluzione che quella di diventare fra i maggiori azionisti di Mediobanca (che a sua volta controlla Generali).

Se Mediolanum si dice interessata ad acquisire quote in eccesso in mano a Unitalia, potrebbe invece essere Mediobanca interessata ad acquisire Mediolanum, diluendo il peso dei suoi azionisti di riferimento attuali.
Indubbiamente uno degli scogli maggiori potrebbe essere Bazoli. Berlusconi e Doris prepotentemente in Mediobanca potrebbero sconvolgere i gia’ difficili equilibri.
Per cio’ che riguarda il lato francese di Bollore’ forse le cose sarebbero piu’ facili. Il nuovo governo francese di destra potrebbe dare una mano all’ascesa di Berlusconi in Mediobanca, magari rivalutando un vecchio progetto di fusione fra Generali e Axa.
Se poi Geronzi salisse al trono di Mediobanca non dovrebbe opporsi ad una tale manovra in quanto e’ in ottimi rapporti con il cavaliere. (Fininvest, fra l’altro e’ socio di Capitalia)
Profumo potrebbe vedere di buon occhio l’eventuale ascesa di Doris, da una parte si ridurrebbe sempre piu’ l’influenza di Bazoli, dall’altra potrebbe mettere in vendita solo una parte delle azioni di Mediobanca (perche’ la sua partecipazione verrebbe a diluirsi) e rimanere azionista di riferimento.
Zunino, presente in Mediobanca al 3% potrebbe essere soddisfatto del nuovo riassetto cosi’ come Ligresti.
Pesenti potrebbe essere piu’ difficile da gestire ma avranno tutto il tempo per cercare di accontentare la maggior parte di persone possibile.
La fantasia corre lontano, forse troppo, ma anche dal punto di vista industriale ci sarebbe del senso. Ve li immaginate 6500 promotori abituati a trattare solo prodotti assicurativi e del risparmio che cominciano a vendere finanziamenti (Compass) agli italiani?

domenica 20 maggio 2007

ATTRAZIONE AL TELEFONO


Articolo di SEXYNIGHT
La Famiglia Fossati opera, da anni, attraverso la finanziaria di famiglia la Findim. Findim e’ una societa’ lussemburghese con una filiale a Massagno, in Svizzera. La Findim e’ la Holding che comprende realtà industriali, immobiliari, finanziarie e agricole Le Societa’ del Gruppo sono dislocate in Italia, Svizzera,
Spagna, Francia, Stati Uniti, Argentina e Brasile.
Dopo la tragica morte di Luca Fossati, nel 2001, in un incidente aereo, le redini dell'azienda sono state prese in mano da Marco, che è diventato presidente e amministratore delegato, ma che risiede in Brasile, e non molto interessato allo sviluppo delle attivita’ della Star.
Quindi a fine 2006 la Findim vende agli spagnoli di Pasa Group (che detiene il 100% del veicolo Galina Bianca) la Star. La Findim rientra in Pasa group, con una quota del 50% ma lascia la gestione in mano spagnola. La vendita e’ stata fatta per un controvalore di 1 miliardo di euro, il reinvestimento in Pasa per circa 500 milioni.
Risultato dell’operazione, la Findim accresce la sua liquidita’ di circa 500 milioni.
Il senatore Edoardo Pollastri (eletto per l’america meridionale) e’ da sempre molto vicino al gruppo Findim. Recentemente Pollastri ha espresso giudizi molto favorevoli per l’operato di Prodi come capo del governo.
La Findim, e’ da anni molto attenta a sfruttare le occasioni che la Borsa mette a loro disposizione. Fra le varie partecipazioni che ha avuto in portafoglio ricordo
Mediobanca, dalla quale usci, nel 2001
Ifil dove arrivo’ a detenere il 4,00% del capitale
Cattolica assicurazioni (con una quota del 2%)

Recentemente poi la famiglia Fossati e’ passata alla ribalta per l’ottimo fiuto che ha avuto nel rastrellare un’importante quota di Banca Lombarda poco prima che si fondesse con la Popolari Unite.
Il tempismo di Fossati, arrivato a possedere il 3,5% della Banca e’ molto simile a quello di un altro finanziere molto abile, Roman Zalesky, che con la sua Tassara e’ arrivato a possedere il 4,9% della Banca Lombarda.
Ottimo fiuto davvero da parte dei due personaggi. Sicuramente poco ha influito la conoscenza di Zalesky con Bazoli e il suo rapporto con la Mittel.
Sicuramente gli acquisti sono stati fatti semplicemente osservando il bilancio della banca, cosa che potremmo fare anche noi,tranquillamente seduti davanti al pc.
Conoscere l’azienda tramite l’informativa a disposizione di tutti. Questo sicuramente hanno fatto i due! Tanto di cappello a entrambi, ottimo fiuto veramente!
Altra pasta rispetto ai furbetti del quartierino che decidevano una azienda da comprare e poi facevano guadagnare gli amici e loro stessi passandosi le informazioni con cellulari stto registrazione....
Qui le informazioni privilegiate non ci sono!

Ma un’altra cosa accomuna Fossati e Zalesky, l’amore sviscerato per la telefonia.
Infatti la Findim, venerdi', ha comunicato al mercato di possedere una quota del.1,5% di Telecom Italia (investendo circa 550 milioni di euro).
Ricordo che Zalesky detiene una partecipazione in Telecom inferiore al 2%.
La famiglia Fossati si dice inoltre disponibile ad entrare in Telco (apportando la quota di Telecom).
L’aspetto singolare di questa operazione e’ il timing.
Infatti la Findim entra in Telecom dopo l’entrata degli spagnoli di Telefonica e solo una volta che e’ stato stabilito che la scelta dei futuri soci di Telco tocchi a Banca Intesa.
Inoltre l’acquisto di Telecom avviene poche settimane dopo l’insuccesso di Mittel (Bazoli) nel comprare Fingruppo (in cui giace il 3,7% di Telecom)
Ops dimenticavo…la famiglia Fossati ha piccole partecipazioni finanziarie in Monte Paschi (la Banca senese che era d’accordo alla vendita di Fingruppo a Mittel) e Telefonica.
A ben vedere un investitore da parco buoi come noi potrebbe copiare Fossati acquistando azioni Telecom a 2,10 come ha fatto lui.
Quindi dal punto di vista del mercato non c’e’ nulla da ridire.
Quello che invece sicuramente non deve accadere (e data l’alta moralita’ delle persone coinvolte non ne ho dubbio alcuno…) e’ che Fossati abbia deciso il suo investimento nella certezza di apportarlo in Telco magari valorizzandolo non a 2,82 (come e’ accaduto per Generali e Mediobanca) ma magari a 2,50).
E’ evidente che a quel punto il profitto che Fossati potrebbe ricavarne sarebbe solo alla sua portata e a danno di migliaia di piccoli azionisti.
Sono certo che anche se Zalesky, Fossati, Prodi, Bazoli, Pollastri si conoscessero, mai sfrutterebbero informazioni di alcun tipo prima di effettuare investimenti in Banca Lombarda o in Telecom Italia.
Credo anche che la scelta degli investitori che dovranno entrare in Telco non sia gia’ stata fatta ma che avverra’ in piena indipendenza basandosi su una logica industriale e per il bene di tutti gli azionisti di minoranza.

Battute a parte, la fusione fra Unicredito e Capitalia nasce con il plauso di tutti ma lascia aperte tutte le lotte per la conquista del potere economico compresa quella delle linne telefoniche.

Unitalia conferma la sua volonta’ di diluirsi in Mediobanca ma non vendera’ ne a Bazoli ne ai francesi. Si vocifera che possa vendere alle fondazioni gia’ azioniste di Unicredito ma a quel punto l’asse Capitalia Unicredito controllerebbe sempre il 18% di Mediobanca e il 20% di Generali.
Se cosi’ fosse avrebbe un controllo anche su Telco e Banca Intesa vedrebbe allontanarsi la possibilita’ di influenzare il polo di telecomunicazioni.
Nel frattempo sara’ per trading o sara’ per mostrare i muscoli, sta di fatto che Intesa compra il 2,5% di Unicredito (spendendo 1,8 miliardi di euro)
Fingruppo si allontana da Mittel e fa confluire alla finanza veneta di Palladio il 3,7% di Telecom. Fossati entra con 1,5% in Telecom e la lotta per il potere va avanti. Un filo in piu' nell'intricato intreccio telefonico.

giovedì 17 maggio 2007

SUPERIAMO I 44000!


Il mercato italiano nelle prossime sedute si arrendera’! dopo 1 mese che viaggia in laterale e’ pronto a superare l’importante barriera psicologica dei 44.000 punti.
La rottura di questo livello proietterebbe il mercato a targets importanti.
Abbiamo davanti 4 fattori determinanti per la rottura dei precedenti massimi.
1) L’impatto dei dividendi e dell’aumento di capitale gratuito Generali sull’indice (che incide per 800 punti, ovvero il 2,0%)
2) Le scadenze tecniche di venerdi’
3) L’eventuale annuncio sulla fusione fra Unicredito e Capitalia potrebbe portare l’interesse sulla galassia Mediobanca / Generali con impatto positivo sugli indici.
4) L’andamento delle macrovariabili di riferimento, ovvero

a) Il cambio Euro/yen dovrebbe andare verso 1,68
b) Il cambio Euro/Dollaro potrebbe vedere una debolezza del dollaro (ma non troppo)
c) Il mercato obbligazionario europeo debole ma non troppo.
d) Prezzo del petrolio stabile in discesa

Insomma, l’afflusso di denaro sull’area Euro dovrebbe continuare, i rumours su fusioni e acquisizioni creare opportunita’ di speculazione. L’espansione dei multipli di borsa continuare.
Giorni di follia di borsa ci attendono.
Occhio sempre a non farci prendere da facili entusiasmi. Lasciar correre i prezzi e osservare rigidi stop loss e’ la regola d’oro di questi giorni.

Guardate qui, un breve elenco di alcune operazioni che tengono banco a Piazza Affari.
Valentino viene acquistata da 3 fondi di private equity. Bulgari vola in borsa per la trimestrale ma anche per le voci di possibile vendita che ogni tanto ritornano a farsi sentire.
Marzotto sotto la lente dei fondi.
Autostrade e Abertis continuano a trattare.
BPM e Bper stanno per fondersi.
Unicredito e Capitalia sono verso la fase conclusiva del merger.
Monte Paschi Siena studia una possibile fusione con il BBVA.
De Benedetti prenota la fusione fra Cofide e Cir.
Prove di integrazione fra Airone e Alitalia.
Autogrill cerca partners.
Aem ha sempre il dossier aperto bresciano.
Alleanza, aspettando che venga sciolto il nodo Eurizon, sempre possibile l’Opa di Generali.
STM studia scorpori e cerca partners.
Pagine Gialle e’ in vendita a 0,60? I fondi vogliono uscire..
ENI…Morgan Stanley ha studiato il valore di Eni nel caso di separazione delle parti. C’e’ forse l’interessamento di qualche concorrente?
Unipol ha sempre una gran quantita’ di liquidita’ da spendere.
Generali e Mediobanca in grande subbuglio. Alcuni giornali anticipano un possibile interesse di Axa per fondersi con generali quanlora Unicredito volesse fondersi con Societe Generale.
Sorin e’ in vendita? la gara per l’acquisto iniziera’ quando verra’ sancita la fusione palladio Fingruppo.
E la lista potrebbe allungarsi…..

lunedì 14 maggio 2007






















Il mercato azionario e' bloccato anche se le operazioni di fusione e acquisizione tengono alte le quotazioni. Ieri e' toccato a Chyrsler, Endemol e Valentino!

Molto preoccupante l'andamento dell'obbligazionario. Il decennale e' crollato. Questo andamento delle obbligazioni spaventa il mercato azionario (alti tassi meno utili e piu' interesse per le obbligazioni).

Rimanete investiti in azioni. Appena la discesa dei corsi obbligazionari si ferma la borsa superera' i precedenti massimi. Lavorate sempre con stop loss.

domenica 13 maggio 2007

LOOK INSIDE..... DE MOL

John De Mol e’ un personaggio singolare.
Uno delle 500 persone piu’ ricche del mondo.
Creo’ Endemol (ideando il Grande Fratello) che nel 2000 vendette a Telefonica per una cifra altissima, circa 5,5 miliardi di euro.
Nel 2005 ha creato un canale televiso che si chiama Talpa e possiede un fondo di private Equity, Cyrte.
Oggi Telefonica (dopo 7 anni) ha messo in vendita il gruppo Endemol e il prezzo si aggira intorno ai 3 miliardi. Molti di piu’ rispetto al valore di un paio di anni fa quando Endemol capitalizzava meno di 1,5 miliardi ma molti di meno dei 5,5 che Telefonica pago’
In questi giorni sono tre le operazioni che voglio portare alla vostra attenzione e che hanno visto protagonista John de Mol.
Il 22 febbraio il fondo Cyrte di John de Mol compra il 2,02% di Pirelli. Poche ore dopo i giornali parlarono di un forte interesse per Telefonica a rilevare Olimpia da Tronchetti Provera pagando oltre 3 euro. Se l’operazione si fosse conclusa Pirelli sarebbe andata a 1,10 euro.
Il governo o Rossi o entrambi, bloccarono l’operazione, Pirelli scese e il povero De Mol dovette attendere.
Rivende poi la sua quota nelle ultime settimane intorno allo stesso prezzo di acquisto, una volta che Telefonica chiude con Pirelli a 2,82 .
Seconda operazione: questa settimana De Mol compra oltre il 5% di Vivo, l’operatore telefonico di proprieta’ di Telefonica, con un investimento di oltre 200 milioni di euro.
Leggendo il 24ore di sabato ci risulta che il presidente di Telefonica voglia fondere la societa’ brasiliana di Telecom Italia con la sua Vivo.
A quanto pare De Mol appare ben informato (e in anticipo) sui piani strategici dell’operatore telefonico spagnolo
Terza operazione: De Mol e’ in cordata con Mediaset e Goldman Sachs per acquistare Endemol da Telefonica.
Le strane conoscenze (anticipate) delle strategie di Telefonica fanno pensare che sara’ questa la cordata vincente che rilevera’ Endemol.

Se Endemol venisse rilevata da Mediaset e De Mol si aprirebbero ottime prospettive per lo sviluppo del biscione in America Latina.
Proprio quel paese dove Telefonica e Telecom italia sono fra i maggiori players.

Non e’ un caso che Mediaset abbia cercato di rilevare una quota in Telecom Italia. L’obiettivo e’ di avvicinarsi ai redditizi mercati dell’america latina.

Se vediamo il prezzo di borsa di Endemol ci accorgiamo come sia cresciuto enormemente nell’ultimo anno. Non cosi’ rapidamente e’ salito l’utile.
La cordata guidata da De Mol paghera’ probabilmente un sovraprezzo. Ma in cambio potrebbe essere l’unico provider di contenuti televisivi sui videotelefonini che fra poco verranno commercializzati in massa nei paesi dell’america latina.

Ricordo che la videoteca di Mediaset e’ ricchissima di programmi che potranno essere venduti con lauti guadagni.
Non e’ un problema investire qualche soldo in piu’ del valore reale di un’ azienda come Endemol in cambio di qualcosa di molto promettente da parte di Telefonica.
Se poi il biglietto d’ingresso per partecipare si chiama Endemol o aumento di Capitale di Telecom Italia non fa nulla, l’importante e’ entrare.

SEXY COMMERCIALISTA

Scritto da Club Prive
Se fino ad ora abbiamo descritto la situazione Generali non dobbiamo dimenticarci dell’operazione dell’anno, ovvero la possibile fusione Unicredito Capitalia.
Chi legge questo sito ben sa come la fusione e’ sempre stata ipotizzata dallo scrivente.
Sui giornali del fine settimana se ne parla sotto decine e decine di aspetti, fra i quali…
-Il ruolo politico del nuovo presidente francese
-Bollore’ e i soci francesi di Mediobanca preoccupati degli equilibri all’interno di Mediobanca e Generali
-Bazoli, Intesa e il timore di perdere influenza su Generali.
-L’arrivo di Costamagna come consulente di Capitalia (uomo vicino sia a Prodi che a Draghi)
-Le possibili ricadute su un altro centro di potere, quale RCS
- Le conseguenze sul controllo di Mediobanca e quindi l’esigenza ancor piu’ forte di introdurre il modello di governance Duale.
E chi piu’ ne ha piu’ ne metta…….

Io vorrei invece soffermarmi su alcuni interessanti intrecci lombardo veneti che hanno trovato sfogo con la fusione fra Palladio e Fingruppo
Nel capitale di Fingruppo figurano 111 imprenditori lombardi e nel libro soci di Palladio vi sono numerose famiglie venete di peso. L'aggregazione tra Fingruppo e Palladio, annunciata nella generale sorpresa il 23 aprile, genererà un polo capace di mezzi propri per un miliardo di euro e di gestire attività, rappresentate soprattutto da partecipazioni e fondi di private equity, per circa 2,5 miliardi di euro.
Il Nordest ricompare da protagonista sulla scena finanziaria, dopo la stagione dello scorso decennio incardinata sul creatore di Antonveneta, Silvano Pontello.
Basti ricordare il ventaglio di partecipazioni in società quotate detenute da Fingruppo direttamente (Banca popolare italiana, Ubi, Asm), oppure tramite Hopa (Telecom, Unipol, Mps, BiosSorin, VemerSiber e via elencando). Non è di minor conto il peso specifico di Palladio, sebbene abbia sinora lavorato più a societa’ non quotate (nel catalogo compaiono le pantofole De Fonseca, i motori per elettrodomestici Acc, i negozi di software Buffetti). L’avvicinamento alla grande finanza quotata è avvenuta un mese fa con l'acquisizione dello 0,5% di Generali, unendo le forze con Finanziaria Internazionale e con la famiglia Amenduni .

Ma andiamo per piccoli passi.
Innanzitutto l’uomo che potrebbe essere uno degli artefici di questa fusione e’ Claudio Zulli.
Vediamo chi e’.
E’ un commercialista affermato. Il suo studio si chiama Studio Zulli ,Tabanelli e associati.
Ha tre sedi, una a Milano, le altre due pero’ sono molto molto particolari.
Infatti la seconda sede e’ a Brescia in Corso Zanardelli 32. Nella stessa sede della GP Finanziaria, la societa’ di Gnutti.
E’ ben noto che Zulli e’ da sempre il commercialista di Gnutti.
La terza sede e’ a Vicenza e guarda caso…. allo stesso indirizzo della Palladio Finanziaria.
Non solo per una questione di indirizzi, ma soprattutto di rapporti, Claudio Zulli e’ uno dei principali artefici dell’unione fra Fingruppo e Palladio

Altre cose rilevanti dello studio Zulli.
Il suo studio e’ associato allo studio di Tremonti. I due personaggi hanno ottimi rapporti.
Zulli e’ stato sindaco alla Marcolin. Palladio Finanziaria aveva una quota del 8,1% della societa’ di occhiali veneta. La quota fu acquisita nel 2002.
Nel 2004 Palladio vendette la quota. Poche settimane dopo Marcolin comunico’ al mercato di aver rotto il contratto con Dolce Gabbana. Il titolo crollo’ in borsa.
Zulli, sindaco di Marcolin, assistette poi la famiglia nell’operazione che vide entrare nell’azionariato Diego della Valle.
Palladio fu accusata di insider trading.

Una volta stabilito il legame che unisce Gnutti e Lonati da un lato e Palladio dall’altro, (ovvero Claudio Zulli) cerchiamo di vedere chi sono i principali azionisti di Palladio.
9,9% Efibanca (Banca Popolare Italiana)
9,9% Veneto banca (vincenzo Consoli)
51,9% Solux Spa (Meneguzzo e Drago)
27,1% le famiglie Spillere, Bocchi, Bernardi, Ricci
Nel CDA di Palladio siedono fra gli altri..Roberto Ruozi, Franca Benetton, Maurizio Amenduni.

Altra figura importante in questa partita a scacchi e’ Alessandro Ricc che, tramite la sua Almaf (societa’ posseduta da Ricci e Strazzera) e’ azionista rilevante di Palladio nonche’ membro del comitato esecutivo.
E’ interessante il legame che unisce Strazzera a Ricci.
Strazzera e’ una famiglia di commercialista con il pallino della finanza.
Da sempre vicini e soci di Mediobanca e Ligresti (sono i loro commercialisti) ebbero un peso determinante al tempo della Montedison.
La loro cassaforte e’ la Serfis.
Serfis risulta oggi avere una quota del 10% in Italmobiliare (di Pesenti)
Lo stesso Pesenti pero’ e’ risultato molto contrariato dalla fusione fra Palladio e Fingruppo (vedi una sua intervista rilasciata al sole24 ore).
Questo potrebbe forse significare una possibile rottura, all’interno di Mediobanca fra la corrente Pesenti e Strazzera .

Torniamo a Ricci che fu in parte coinvolto nella scalata alla Popolare di Crema, da parte di Fiorani. Il legame fra Ricci e Fiorani risale a tanti anni or sono. La famiglia Ricci consegno’ all’opa su Popolare di Crema 34.000 azioni.
La Almaf invece compro’ molti titoli Snia poco prima del lancio dell’Opa da parte di Gnutti.
In Palladio c’e’ anche l’imprenditore Amenduni, (che detiene in Ferax lo 0,51% del capitale di Generali). Amenduni ricordo che era molto vicino a Consorte durante la scalata BNL.
Infine Roberto Ruozi, presidente di Palladio..e’ stato consulente tecnico per molte operazioni di Fiorani, fra le quali la perizia per l’acquisizione della Carispa bolzanina.
Fiorani conosceva molto bene Doris (il quale consegno i suoi titoli di Antonveneta a Fiorani) e Ruozi e’ presidente di Mediolanum.
La Banca Popolare Italiana controlla Efibanca che controlla il 9,9% di Palladio e il 7,45% di Hopa.
Per finire…Divo Gronchi e’ stato scelto per sostituire Fiorani. Ebbene, sara’ un caso, ma Gronchi era direttore generale della Banca popolare di Vicenza! Quella Popolare gestita da Zonin, che al tempo si espresse chiaramente a favore della Italianita’ di Antonveneta.
Veneto banca, che recentemente ha acquisito la Popolare di Intra, e’ socia di Palladio con un 9.9% e si e’ espressa a favore dell’integrazione Palladio/Fingruppo.
Unipol e’ azionista Hopa, da sempre contraria a vendere Fingruppo alla Mittel di Bazoli si e’ espressa, tramite Salvatori, molto favorevole alla fusione Lombardo Veneta.

Ai tempi dei furbetti del quartierino, dietro ai Fiorani, Gnutti, Coppola e Consorte c’era mezza Italia….Carige, Gavio, Caltagirone, Bonsignore, Benetton, Palenzona, Doris, Berlusconi, La Lega, Pop. Vicenza, Veneto Banca, gran parte della finanza del nord est, Amenduni, ecc ecc.
Lo scettro di Pontello cerco’ allora di essere afferrato, senza successo, da Fiorani, oggi imprenditori, politici e finanzieri continuano a cercare un valido sostituto. Per ora Palladio e’ un importante passo verso l’incoronazione di un Meneguzzo o di un Drago nei prossimi anni.